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Il delirio e la follia  mi accompagnano. Sono un malato terminale , sono ammalato di vita sin dalla nascita.

MOSES SOON

 

 

 

La musica segue lo spettacolo e lo spettacolo diventa la lancetta di un grande orologio che ammazza il tempo. La donna entra, esibisce un corpo sul quale ogni commento sarebbe banale.
Ha un grande drago orientale tatuato sulla schiena.
Si muove a scatti la sua danza è frenetica, caotica: il primordiale movimento che ha plasmato l’universo. Il drago spalanca le fauci. I maschi tra il pubblico trattengono il respiro, le donne si fanno il segno della croce. Qualcuno se la chiava con gli occhi. L’attenzione diventa patologia morbosa. Il drago spicca il volo. I suoi artigli affilati difficilmente mancano la preda. Non ha gusti particolari, inghiotte ogni cosa, a condizione che il cliente abbia il portafoglio pieno. Perlopiù sono borghesi, uomini bislacchi, vestiti di nero e con il rigore di un’etichetta che loro stessi si son cuciti addosso. Uomini di potere che sfogano la loro rabbia la notte, dentro bordelli lussuosi, ingozzandosi di Pata Nigra e uova di storione; bevendo Cordon Rouge e affondando il loro decadente e avvizzito arnese dentro uteri sterili e vuoti per la fame. È così che lei si guadagna il pane, il suo frammento di paradiso quotidiano.
DA: ” Città”
Moses Soon 2013
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Prologos ed Epilogos

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Si muove nell’eternità del movimento che regola l’amore, tra galassie, il matematicanismo di Fibonacci, il teorema della creazione, tra il tormento della dannazione, il sussurro di un delicato bacio che deve essere esalato prima di svanire per sempre nell’oblio di ciò che non sarà altro che un ricordo.

Nella nebbia che accoglierà la mia anima dannata, il mio miserabile limite di uomo imperfetto, sulle tue labbra, come morte, morbide e delicate come un tiepido tramonto d’autunno, io mi poso.

MOSES SOON

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L’infinita gioia per la vita.

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L’infinita gioia per la vita.

La morte.

Atto finale.

La morte mi ha preso, infine, come io volevo che fosse. Sto scivolando dentro un oblio senza ritorno. Striscio nel fango di un’agonia senza fine e mi consola sapere che alla fine del tormentato volo rivedrò la luce eterna di un sorriso che mi ha, in tutti questi anni, sostenuto, di un ricordo che nel tormento di ogni giorno, tra le perfette liriche della poesia, mi ha guidato. E, attraverso il sublime canto, il martirio diventerà infinita gioia. Scivolo, attendo che il mio tempo si fermi per sempre, che la mia storia diventi immortale: rendendo gloria al fuggevole e immorale candore delle parole, di ciò che, non senza dolore, ho scritto, rendendo infine eterno il mio supplizio.

MOSES SOON.

Da: ” Frammenti di Follia”.

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Frammenti di normale follia e assenato delirio.

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Da : Frammenti di normale follia  e assennato delirio.

Dietro casa c’è un pezzo di terra , un vecchio ci ha ricavato un orto, non ha più  denti in bocca,coltiva solamente pomodori e  i vermi che  si rigirano tra le radici  lo attendono:  per loro ha ancora un certo pregio la sua carne decomposta. Si sta decidendo di stabilire quanto deve durare la vita di un uomo ai piani alti. Basta un vaccino, un interruttore biologico che si attiva al momento giusto: semplice e indolore, meno a chi tocca. Io peccatore lecco figa come fosse gelato e felice, sorrido seduto, immobile , su di una panchina del parco: deposito di transito  per cadaveri che ancora si ostinano a respirare. “Vecchi di merda!” Ci urla , uno sbarbato che passa, fiero di una zazzera che gli cade “intenzionalmente”disordinata    sugli occhi .Il giubbino di pelle nera lo fa sembrare un duro. Ma un fan culo non  lo spedisce a casa. Ritorna indietro e mi scatarra sulle scarpe. ”Stronzo le avevo appena nettate!” Gli urlo.Non aspettava altro che sfogare le sue frustrazioni su qualcuno , se poi , vecchio e fragile ,tanto meglio : almeno non c’è storia.  Un altro giorno si consuma, un altro pezzo di me si dissolve, un pugno mi spacca un labbro e sento il sangue che mi riempie la bocca. Sono piegato sulla panchina , gli occhi rivolti verso un  cielo che mi sputa addosso la sua indifferenza . Grigio , velato e sembra che abbia voglia di piovere .Acqua sporca appiccicosa e radioattiva. Ma la gente non ci fa caso, l’indifferenza è il massimo dei loro pensieri. Altri addirittura non ne sanno fare; mi rialzo da solo mentre poco più in là una fica da urlo raccatta la merda del suo cane di razza con una paletta: la infila in una busta di plastica che richiude e getta in un cestino dei rifiuti . La guardo, mi passo il palmo della mano sulle labbra.Brucia e sanguina appena. E’ un bel tocco di fica non dovrebbe raccattare merda , quella di un cane poi! Mi allontano, se mi sbrigo, in attesa di un altro giorno , riesco a mettere insieme il pranzo per la cena. Forse riesco a prendere l’ultima corsa verso il paradiso, il mercato chiude alle venti in punto: tra i rifiuti posso trovare qualcosa di buono da mettere sotto i denti.

Moses Soon

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Delitti Imperfetti.

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Delitti imperfetti.

LE DISCARICHE DELL’IMMORALITÀ’

La metamorfosi mostra con l’inganno una bellezza che non c’è, sotto  l’aspetto di farfalla rimane il verme…

 

….Ho visto spegnersi sorrisi cari dentro le corsie degli ospedali. Ho sentito il respiro di un malato di cancro, l’ultimo, prima di morire. Un soffio che non smette mai, che non smette mai. Delitti svelati,di cui si conoscono i mandanti; delitti imperfetti che stavolta non rimarranno impuniti.

 

MOSES SOON

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Il Lager dei desideri.

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Il Lager dei desideri.
E’ li che vivi?! Dentro una bolla di sapone , fragile, inconsistente . Sospesa tra il baratro della follia e la tua indifferenza. E’ lì che vivi?

“La politica è affetta da demenza senile, questo il risultato.”

Il cemento ha stuprato l’armonia del mondo. L’equilibrio del buon senso è in bilico, cammina su un filo sospeso sul nulla, sul vuoto creato dalla demenza di una stirpe maledetta.

Una vita dignitosa è un diritto per tutti, dare dignità alla vita è il dovere di ognuno.
MOSES SOON.

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MAI PIU’ COME PILATO

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Mai più come Pilato.
Chi se ne lava le mani , non è meno colpevole di chi inchioda un uomo innocente alla croce o di chi preme il grilletto di una pistola che ci viene puntata in fronte. Siamo alla resa dei conti , non si può rimanere a guardare indifferenti mandare al macello  tanti innocenti. La stampa tace ed è strage di stato. La stampa corrompe e non riporta notizia delle piazze disperate , dove le parole sono trattenute in gola dalla rabbia del bastone. I telegiornali non mostrano corpi amputati dopo un volo dal quarto piano, solo intenti a mostrare i cazzi degli altri , tette rifatte e troie bocchinare  . No, non si può rimanere indifferenti a guardare  mentre ci spingono verso il baratro  continuando a obbedire senza fiatare. Basta . Tendiamo le orecchie , togliamo il velo che ci offusca lo sguardo , smettiamo di lamentarci e cominciamo a agire . Mai più come Pilato , che un catino d’acqua basti a lavarsi le mani dal peccato. Non rimaniamo indifferenti mentre crocifiggono i nostri diritti , l’unicità di essere diversi. Mai più come Pilato , mai più lavarsi con acqua sporca  di merda le mani. E chi non urla oggi con forza tutta la sua rabbia, chi rimane ancora indifferente nonostante l’evidenza del sopruso , smetta di parlare e a capo chino e le mani macchiate di sangue … taccia ora e lo faccia  per sempre .
Moses Soon.

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TENEBRA.

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Tenebra

Mi nutre il tuo ultimo respiro , una goccia ancora e il tuo plasma
scivola caldo lungo la mia gola.E nell’agonia della luce che mi avvolge il tuo cuore si ferma, mentre svanisco nelle tenebre di un ricordo da
dimenticare, una soglia che non puoi superare.

MOSES SOON

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ORGANI DÌ STAMPA, STUPRATORI DELL’INFORMAZIONE.

ORGANI DÌ STAMPA, STUPRATORI DELL’INFORMAZIONE.

 

MOSES SOON.

Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo
metodo è anche chiamato “problema – reazione -
soluzione”. Si crea un problema, una “situazione”
che produrrà una determinata reazione nel pubblico
in modo che sia questa la ragione delle misure che
si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare
che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure
organizzare attentati sanguinosi per fare in modo
che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza
e le politiche a discapito delle libertà. Oppure:
creare una crisi economica per far accettare come
male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo
smantellamento dei servizi pubblici.

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VOGLIO RACCONTARVI UNA STORIA.

VOGLIO RACCONTARVI UNA STORIA.

E’ la storia di una civiltà, un popolo che un giorno si trovò a decidere del proprio destino. E credete non era una decisione facile da prendere.
Da tempo, in quel tempo, quegli uomini , donne e anziani, erano dominati da una forza invisibile  quanto incomprensibile .Nemmeno loro si rendevano conto di quanto prestassero attenzione alla voce, non della loro coscienza, ma di quell’invisibile energia che bloccava ogni loro pensiero, ogni rigurgito di dignità, l’onestà di una scelta personale .
Il loro mondo era in lento declino e la loro esistenza,un ombra sbiadita, consunta, che si trascinava a stento per le strade di un mondo deteriorato dalla loro stessa indifferenza. E perché tutto questo ?! “ Eppure quella gente, quella civiltà, aveva davanti a sé la possibilità di scegliere, tuttavia, non lo fece. E sapete perché ?! Perché aveva smesso di credere nei propri sogni.”

 

Liberamente tratto da: “L’UTOPIA DEL SIGNOR W.

MOSES SOON.

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